Circolo Didattico di Finale Ligure

Teatro

"Sul Filo delle emozioni"

Scuola Elementare di Finalmarina e classe 4^ di Finalborgo a.s. 2000/2001.

Un percorso didattico durato l'intero anno e culminato in una rappresentazione "disseminata" negli spazi della Fortezza di Castelfranco a Finale Ligure, per un pubblico "itinerante".

Dentro le mura del Castello, il percorso si snoda attraverso:

  • La stanza degli elementi
  • la stanza del giudizio
  • la stanza della conoscenza
  • la stanza di Alice
  • la stanza delle pozioni

Due personaggi, magici e maliziosi, accompagnano il pubblico dipanando un invisibile "filo delle emozioni" che farà loro vivere la gioia della scoperta, la paura e lo stupore di fronte all'ignoto, l'attrazione verso il mistero, l'inquietudine dello smarrimento, la felicità dell'amicizia.

Riportiamo

  • il canovaccio de LA STANZA DEL GIUDIZIO
  • il leit-motiv tipo rap della rappresentazione delle streghe nella STANZA DELLE POZIONI.
Dove sono i miei calzini? Adulto in scena da solo
Nel pentolone dei mostrini Tutti i bimbi che si affacciano dalle tante finestre di una scenografia-casa
E tu prendi nota
Dentro il corpo di una stregata batte il cuore di una cuoca
Strega al pubblico
Ragni, serpenti,scorpioni e zanzare
Nel pentolone vado a rimestare.
Mescolo mescolo ed ecco qua
Un minestrone per mamma e papà
Danza intorno al pentolone
Con farina di moscerini
E due o tre pomodorini
Noi facciamo una pizzetta
E ci mettiamo una scarpetta
Dalle finestre coi piatti in mano
Escono e servono su due tavoli
A noi la pizza puzzolente
non piace proprio per niente,
ma i mostrini birichini
mangiano la pizza coi moscerini
Da dietro la finestra
Ma che pubblico esigente,
Non vi piace proprio niente!
Oh perbacco che si fa?
La strega
Ora vi preparo qui all'istante
Una pozione esilarante :
1 metro di frittata
2 bicchieri di marmellata
3 biscotti un po' ammuffiti,
4 ricci ben appuntiti.
Frullo frullo
Giro giro
Ecco un pranzo da vampiro!
I bambini escono in musica







Tutti: bleeh
Se la posizione non vi è piaciuta,
vi preparo una fonduta:
2 etti di sassetti,
4 rospi, 6 insetti.
Mescolo tutto per benino
Ed ecco qua un bel piattino.
I bambini escono con la marcetta
Ed ecco qui un'altra ricetta:
una salsa di pancetta.
Otto ragni ben pasciuti
Quattro baffi di gattino
e...una presa di tacchino!
I bambini escono con la marcetta
Cosa manca per finire?....
Un buon dessert per digerire
La strega
Ed ora, per finire, vi preparo una polpetta
Di scorpione e cavalletta
e...dopo un assaggino
farai certo un bel ruttino!!
 
Streghe stregoni, venite qui.
Ora facciamo una magia che la gente fa andar via
La strega si rivolge ai bambini
(tutti intorno al calderone)
TRICCHETE TRACCHETE
TRACCHETE TRU
ORA LA GENTE NON C'È PIÚ
Tutti


Il castello delle paure

LA STANZA GIUDIZIO

Due locali
L'esterno: antro dell'attesa (del prima)
Vi si distribuiscono vari figuranti, in ruoli diversi: esprimere minacce o consolazioni, creare un mercato, suggerire formule.
All'interno: ANTRO DEL GIUDIZIO
Seduti su scranni, i 7 giudici del giorno e della notte attendono i giudicandi.
A turno li interrogano. Il Giudice supremo (al centro) estrae da un cesto il giudizio e ne legge la formula
Nuovamente all'esterno: ANTRO DELL'ESPIAZIONE (del POI)
I sette giudizi del giorno e della notte:
la ragione dell';infanzia, la r. del tempo, la r. della bellezza, la r. della verità, la r. del riconoscimento, la r. della generosità, la r. della sapienza.

Strategie ed obiettivi:
l'obiettivo generale è creare una valvola di espressione alla paura, che in questo caso si configura primariamente come paura del giudizio, soprattutto nella sua modalità verticale: il giudizio dei grandidelle figure genitoriali, “degli dei”.
La valvola di espressione consiste poi, secondo modalità specificatamente teatrali, nell'inversione dei ruoli,nella trasformazione per cui chi è in genere giudicato si ritrova giudicante, in una situazione rituale, straniata, favolistica. Indubbiamente, si mette in scena una sorta di trasgressionea quella che è la norma.
In altri termini, si procederà applicando il semplice meccanismo del "facciamo che eravamo", letto in chiave catartica, consistente nel librarsi della paura di qualcosa prendendone il posto, collettivamente e ritualmente, in questo caso del giudizio, del buio, della notte, delle cattive voci.
In realtà al disotto del gioco c'è qualcosa di importante in questa inversione di ruoli e tale eccezionalità è resa appunto dal tempo del mito che vi si introduce, evocato dal modo di nominare personaggi (i sette giudici del giorno e della notte) e le situazioni (antro del prima, antro del poi), nell'inserire un recitativo rimato e altisonante. Si tratta pur sempre di una solennità permeata di ironia e di gioco, altra fondamentale componente del trasgredire.
I due canti introduttivi, del giorno e della notte, consentono un intervento verbale di tipo corale e danno vita ad espressioni di minaccia, con l'intento ironico, di produrre paura negli spettatori.
Sono stati costruiti in modo da poter fornire supporti alla comunicazione di alcune tecniche di articolazione vocale, in direzione soprattutto del dire espressivo, emozionalmente colorato.
I bambini saranno resi consapevoli che nel linguaggiointervengono fattori comunicativi extra-verbali, dati dalla vocalità, dal gesto, dalla mimica.
I bambini verranno invitati ad identificare quali sono i suoni che meglio si accompagnano al testo, verso per verso, a rendersi conto della tritonalità della dizione (tono alto, medio, grave) e della pertinenza del tono grave e dello stridulo al tipo di emozione (paura) che intendono suscitare. Lo stesso vale per il ritmo della recitazione e la resa tramite l'articolazione vocale di movimenti spaziali quali la verticalità (basso-alto e viceversa), l'orizzontalità e il vortice (notte avvolgi, prendi, inghiotti: clima).
Saranno richiamati sulla capacità che hanno le vocali (notte, buia, notte oscura – regno d'ombra e di paura) di creare una situazione comunicativa di tipo emozionale. Imiteranno le voci di Barbablù e della strega. Verrà inoltre richiamata la loro attenzione sulla funzione suggestiva della parola straniante (regno arcano del giudizio).
I bambini verranno inoltre invitati a costruire l'impianto scenografico dell'evento, sia progettualmente che operativamente.
Si noti come a.b.c. delle strategie vocali, iconografiche e gestuali della paura consentirà ai bambini di riconoscerle anche quando le vedranno applicate in prodotti televisivi e cinematografici, rendendoli recettori meno passivi.
A livello di contenuti, verranno sollecitati interventi rivelatori dell'immaginario infantile relativo alla notte e al giorno, soprattutto in riferimento ai sentimenti di paura o di rassicurazione.