Circolo Didattico di Finale Ligure

Recupero delle tradizioni

LA SCUOLA

A scuola si andava solo di mattina e si indossava grembiuli lunghi e neri con il colletto bianco e rigido di "pichè", che veniva inamidato tanto che faceva male al collo. Si portava un fiocchetto, blu per il maschio, rosa per la femmina.
Il tessuto era ruvido e richiedeva tanto lavoro per lavarlo e asciugarlo e non c'era possibilità di averne uno di ricambio, perché i genitori non potevano permettersi di scialacquare, poiché, in tempo di guerra, c'era ristrettezza ovunque.
Si ricorda che esso era poco elegante e "ingoffava" gli scolari; di dietro portavano una "martingala" cioè un cinturino che restringeva la parte di dietro.
Si portava un distintivo del "fascio", si era "balilla" e si faceva il saluto fascista o romano.
Non esistevano i giubbotti per i maschi.
I quaderni erano fatti di carta molto povera, risultava di colore quasi grigio e l'inchiostro si allargava nello scrivere. Gli scolari avevano un calamaio ciascuno in cui si immergeva il pennino, che era montato su cannuccia.
I banchi erano biposto, di legno. I libri si scambiavano con quelli dei compagni di classi diverse.
Quando cadeva una macchia, erano guai seri: non c'erano cancelline né penne stilografiche, il pennino allora raschiava sul foglio.
A scuola non si andava se c'erano problemi in famiglia.
Essendo sfollata in campagna, l'intervistata ricorda che il riscaldamento era a legna; ha in mente una stufa di ferro o ghisa.Gli scolari erano costretti a portare legna da casa.