| Auschwitz |
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"Ve ne furono stipati quanto più si
poteva: Era difficile persino immaginare che in un posto così piccolo
potessero entrarci tante persone. Quelli che non volevano entrare
venivano fucilati per essersi opposti, o dilaniati dai cani.
Entro alcune ore avrebbero potuto soffocare per mancanza d'aria.
Venne poi chiusa ermeticamente la porta e, da un piccolo foro
praticato nel soffitto, venne immesso il gas. Bloccati all'interno,
non potevano fare niente. Gridavano solamente con voce amara
e dolente. Altri si lamentavano con voce disperata, altri ancora
singhiozzavano spasmodica-mente; si levò così un
pianto lacerante e raccapric-ciante. Alcuni recitavano il 'Widduj'
o gridavano 'Shema Israel'. Tutti si strappavano
i capelli dalla testa per essere stati così ingenui
da permettere di farsi portare lì, dietro quella porta
ermeticamente chiusa. Nell'unico modo possibile di raggiungere
l'esterno, emettevano, con voci elevatisi fino al cielo,
l'ultimo grido di protesta contro il più grave
torto della Storia, arrecato a persone innocenti per distruggere
in una volta sola, in questo modo orribile, intere generazioni... |